Banche. Rapine e bancomat: il fenomeno è radicato

Dati sulla criminalità predatoria: il fenomeno è radicato. Il 12 novembre scorso si è tenuta la Giornata della sicurezza 2015 a cura dell’ABI, dove l’OSSIF (il Centro di Ricerca dell’ABI per la sicurezza Anticrimine), come sua tradizione, ha presentato i dati completi per l’anno 2014 e i primi dati per l’anno in corso, aggiornati al primo semestre 2015 e, solo per alcuni, fino a settembre di quest’anno.

GiornateSicurezza2015Nell’occasione è stato anche presentato il Rapporto intersettoriale sulla Criminalità predatoria 2015, che non riguarda solo le banche ma molti altri settori esposti quali le poste, le tabaccherie, le farmacie, la distribuzione moderna organizzata (quella che spesso identifichiamo come GDO), gli esercizi commerciali, i distributori di carburante, nonché il trasporto valori.

Come tradizione per Prevenzione Rapine e Furti, ci concentriamo in prima battuta sui risultati relativi al settore bancario.

Un anno fa, nel commentare le Giornate della sicurezza 2014, scrivevamo: “i dati ABI presentati alle Giornate della Sicurezza hanno annunciato un positivo, drastico, calo delle rapine per i primi 9 mesi del 2014, con un abbassamento … del 40%. Sarà, quindi, molto interessante verificare se il rapido trend discendente delle rapine verrà confermato”.

Non eravamo stati buoni profeti, pure avendo anche noi sostenuto questa tesi. Infatti, al di là di alcuni annunci positivi, spesso ripresi senza ulteriori analisi dalla stampa specializzata, sia dai dati del 2014 che in quelli relativi ai primi nove mesi del 2015, abbiamo riscontrato che la tendenza al rallentamento degli assalti in banca si è decisamente fermata segnalando, invece, alcuni lievi aspetti di ripresa del fenomeno.

Non a caso, lo avevamo già segnalato a giugno di ques’anno.

Perché questa considerazione cozza con quella abitualmente annunciata dai media? E’ bene spiegare quali sono le nostre considerazioni, basate sulle differenti informazioni pervenute da OSSIF sugli stessi periodi di riferimento, ma in occasioni differenti tra loro.

OSSIFRischioRapinaATM1Sem2015

I dati sugli sportelli bancari: resta superiore il rischio rapina rispetto a quello dei bancomat, pure essendosi avvicinati

Leggendo i dati del Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria 2015, risulta che le rapine in banca sono calate a 791 nel 2014, rispetto alle 1246 del 2013. Sicuramente si è trattato di un calo molto importante, che però ha iniziato a fermarsi, con segnali di inversione della tendenza, già nel corso di quell’anno.Infatti, sempre nell’occasione della giornate della sicurezza 2014, l’OSSIF ha precisato che le rapine avvenute nei primi nove mesi di quell’anno sono state solo 578.

Ne risulta che, avendo ormai a disposizione i dati su base annua (ormai definitivi), le rapine avvenute nell’ultimo trimestre del 2014 sono state 213. Con un incremento di circa di 6,5 rapine al mese, per una crescita percentuale del 10,3%.

Questa circostanza, però, potrebbe risultare episodica. Ma i dati dei primi nove mesi del 2015 conferma questa tendenza. Infatti, dalla presentazione di OSSIF si legge che le rapine consumate sono state 404, per una incidenza del 69,7% (su base annua). Anche in questo caso il dato, sia pure non apertamente presentato nella relazione, è presto tratto: le rapine totali sono state ±580 (sono possibili piccoli scostamenti), con una sostanziale conferma rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (578 rapine).

Anche su questo qualcuno potrebbe osservare che il “pareggio” tra i primi nove mesi degli ultimi due anni non sostanziano quell’incremento del 10 e più per cento prima illustrato.

RapportiCriminalitàPredatoriaConfronto

Differenze tra i dati gennaio – settembre 2014 indicati nella presentazione dello stesso anno e nel rapporto del 2015

Ma su quali dati? Se si leggono le presentazioni del 2015 e, poi, dell’anno precedente, le rapine consumate nel 2014 vengono indicate, nel primo caso, a 427, nel secondo, a 418. Questa differenza, sicuramente ascrivibile al ritardo con il quale alcuni fatti criminosi vengono inseriti in OSSIF, dimostra un dato di fatto: non conosciamo con certezza il numero delle rapine compiute nei primi nove mesi del 2015, ma è molto probabile che la cifra definitiva superi le 580 unità riportate, così come è già avvenuto in analoghi casi in passato.Infatti questa singolare tendenza alla revisione dei dati, in rialzo, un anno per l’altro, non è episodica.

Ad esempio, sempre per i primi nove mesi dell’anno 2014 gli assalti ai bancomat sono stati dichiarati essere (nel medesimo anno) in numero di 433. Invece, lo stesso dato, ma nel 2015, è stato dichiarato essere di 474 casi (ma riferito al 2014). Ben 41 casi in più.

Sulla base di quanto sopra, non ci sembrerebbe strano che il numero di assalti ai bancomat nei primi nove mesi del 2015 si attesti su di una cifra di ±470 episodi, sostanzialmente eguali alla cifra, molto importante, rilevata l’anno precedente. Considerato, poi, che il quarto trimestre è quello di gran lunga più rilevante in questa materia, è prevedibile un certo incremento degli assalti.

Ecco perchè è molto probabile (non possiamo pronunciarci con certezza), che quando leggeremo i dati definitivi sugli ATM (purtroppo solo a novembre del prossimo anno, con la prossima edizione delle Giornate della sicurezza), troveremo una conferma del pareggio, ovvero di un leggero incremento dei dati sulla criminalità in banca, rispetto a quanto sostenuto.

Qualcuno potrebbe sorridere sul “molto probabile” riportato sull’articolo. Francamente non ci sembrerebbe il caso di ironizzare: se i dati sono resi pubblici nove mesi dopo l’anno precedente, ci sarà consentito anche di elaborarli, sulla base di dati e informazioni certe (la fonte è l’OSSIF).

Da quanto detto finora e riassumendo alcuni dei più rilevanti dati del dettagliato rapporto ABI, emergono alcune importanti informazioni:
1) Lo zoccolo duro delle rapine in banca, pure costituendo un fenomeno fortemente ridotto rispetto al passato, resiste e, anzi, sembra rivitalizzarsi, anche tenuto conto che il bottino medio nel 2014 si sarebbe incrementato da 25mila a 33mila euro;
2) Le rapine in banca non hanno superato gli assalti ai bancomat (come previsto l’anno scorso) e i due fenomeni sembrano destinati a integrarsi e non a sostituirsi l’uno rispetto all’altro;
3) In ogni caso gli assalti ai bancomat restano l’emergenza del settore bancario, anche se va segnalato che le metodiche dei criminali sono nettamente cambiate, assendosi verificato (sempre su base 2014) un forte incremento degli interventi di rimozione dei bancomat (30,1%), rispetto all’uso degli esplosivi (37,3%);
4) La zona di maggiore allarme è l’area Lazio/Campania.

Si tratta di tempi sui quali Prevenzione Rapine e Furti non tornerà di tornarci dopo nel prosieguo.

La Redazione

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Pubblicato il: 1 dicembre 2015 alle 4:44 pm

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