Allarme in Puglia: dilaga l’uso dei jammer

Ne avevamo già parlato di recente, ma riteniamo sia necessario focalizzare ulteriormente il tema dell’utilizzo dei jammer, cioè di quegli strumenti utilizzati da bande organizzate (o anche dai singoli predatori), che impediscono l’utilizzo dei sistemi di localizzazione satellitare (GPS) installati sui veicoli delle flotte logistiche e non solo.

Ovviamente il jammining è una tecnologia che è nata con l’era delle trasmissioni radio, soprattutto per finalità militari. Ma per gli aspetti che ci interessano l’impiego dei jammer ha avuto inizio quando bande di predatori (è noto il caso della malavita legata ai giostrai) hanno iniziato a utilizzare tali apparecchiature per neutralizzare l’impiego sistematico dei sistemi di localizzazione che si immaginavano o presumevano installati, di nascosto, dalle forze dell’ordine durante complesse e difficili indagini giudiziarie (come infatti è avvenuto).

GPSWeb

Localizzazione GPS – Immagini a cura di PRF

Da questo si è passato rapidamente all’utilizzo dei jammer anche per neutralizzare, come dicevamo, la localizzazione dei mezzi installati sulle flotte.

In termini generali, i jammer possono essere utilizzati per due differenti (ma intersecati) obiettivi, cioè per disturbare (interrompere):

– il segnale GSM, GPRS, UMTS o 4G (e simili), cioè quello dati (nelle sua diverse modalità e formati), che consente la “conversazione” tra l’apparecchiatura installata sul mezzo e la centrale operativa di monitoraggio (i passaggi, ovviamente, sono vari e le tecnologie utilizzabili sono differenti); grazie a questo il segnale di geolocalizzazione, ricevuto dalla apparecchiatura installato sul mezzo, viene inviato alla centrale operativa;

– segnali di vario tipo che consentono di effettuare la geolocalizzazione (cioè, la triangolazione) del mezzo dove è installata l’apparecchiatura; questi, a loro volta, possono essere:

– GPS, che attravrso la rete Global Positioning System, viene inviato dai satelliti sulla Terra;

– WiFi, nelle sue varie versioni, provenienti da reti locali già conosciute e geolocalizzate.

In pratica, il jammer impedisce o al mezzo di “fare il punto”, oppure di comunicarlo all’esterno, ovvero entrambe le cose.

Non sempre è facile disporre di dispositivi jamming veramente adeguati, anche perchè le tecnologie si evolvono continuamente. Si tratta di una lotta tra guardie e ladri che non troverà mai fine.

Dal punto di vista delle “guardie”, di recente sono stati sviluppati numerosi dispositivi “anti jamming”, quali quelli che allertano l’operatore della loro presenza, ovvero altri che bloccano il mezzo senza più possibilità di smovimentarlo, per evitare che venga spostato in un deposito “nascosto” senza che sia possibile localizzare il posto, proprio come accaduto nel caso concreto che vi descriviamo.

Va detto che, essendo diffuso l’impiego (spesso illegale) dei jammer, non sempre gli anti jamming sono efficaci, perchè sono varie le situazioni nelle quali ci si può trovare sotto l’azione di un jammer senza che ci sia alcuna volontà criminale, come il caso noto del G8 in Abruzzo e a Roma.

In ogni caso, come abbiamo già avuto modo di dirvi (qui e qui), la situazione degli assalti ai TIR, soprattutto in Puglia, sta continuando a manifestarsi con tutta la sua negativa rilevanza.

Una buona contromisura, ad esempio, potrebbe essere quella dell’adozione di sistemi rilevazione della presenza di jammer da parte delle forze di Polizia, soprattutto nelle azioni di contrasto della criminalità organizzata e delle rapine ai TIR. In effetti, nel caso che vi descriviamo, ci viene da pensare che questa sia la strada scelta da parte dei CC… .

Dal sito web giovinazzoviva.it, riportiamo aun articolo della redazione:

Il mezzo era diretto a Molfetta. Carico recuperato: abbigliamento, televisori e biciclette

Sabato 14 Marzo 2015 ..
… La prima rapina è avvenuta nella zona industriale di Modugno ai danni di un autoarticolato carico di generi alimentari e di prodotti per l’’alimentazione canina partito proprio da Modugno e diretto a Rutigliano. Malviventi a volto coperto, armati di pistole, dopo aver costretto l’autotrasportatore a fermarsi si sono impossessati del tir rilasciando l’autista a Grumo Appula. Il servizio antirapina ha consentito ai Carabinieri di intercettare l’autoarticolato a Corato e di sorprendere un 43enne e un 66enne del luogo mentre erano intenti a scaricare la refurtiva in un capannone. Entrambi sono stati deferiti a piede libero.Al termine di una perquisizione eseguita all’interno della struttura i militari hanno rinvenuto 200 cartucce di vario calibro e 2 disturbatori di frequenza Jammer (utilizzati per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere segnali e in grado di impedire il corretto funzionamento di sistemi GPS) ancora accesi, il tutto sottoposto a sequestro.La seconda rapina invece è avvenuta lungo la strada statale 16 bis, nei pressi dell’uscita di Giovinazzo, ai danni di un tir carico di capi d’abbigliamento, televisori e biciclette partito sempre dalla zona industriale di Modugno e diretto a Molfetta. In questo caso l’autotrasportatore è stato rilasciato a Sannicandro di Bari, mentre il tir è stato portato a Modugno dove i Carabinieri hanno arrestato un 33enne barese trovato in possesso del carico appena rapinato depositato in un capannone di proprietà di un 36enne e di un 27enne baresi entrambi denunciati in stato di libertà.Anche in questo caso i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro un disturbatore di frequenza “Jammer” ancora in funzione.

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Pubblicato il: 15 marzo 2015 alle 7:05 pm

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