Crescono rapine e furti. L’allarme suona soprattutto nell’Italia centro-settentrionale 1

Barbagli: "È giusto dare l'allarme ma non siamo il Far-West"

È l’Italia a mano armata: “Crescono rapine e furti. L’allarme suona soprattutto nell’Italia centro-settentrionale“. A misurare la febbre criminale del nostro Paese è il sociologo Marzio Barbagli, che da anni maneggia i dati nazionali su reati e sicurezza.

Il nostro è dunque un Paese sempre più violento?
“Si potrebbe pensare che la crisi economica abbia favorito la crescita della violenza nella società italiana. La rapina è infatti un reato contro il patrimonio compiuto con l’uso o la minaccia della violenza. E in alcuni Paesi, per esempio gli Stati Uniti, negli ultimi quarant’anni l’andamento delle rapine è sempre stato molto simile a quello degli omicidi. Ma non possiamo dire la stessa cosa per l’Italia”.

Perché?
“Da noi va ricordato che la crisi non ha avuto alcun effetto sugli omicidi, il cui declino è continuato ininterrottamente dal 1992 fino al 2013. Tanto che oggi il nostro Paese registra il tasso di omicidi più basso della sua storia, non solo di quella post-unitaria, ma anche di quella assai più lunga dei precedenti quattro secoli, nei quali il numero di omicidi raggiungeva valori settanta volte più elevati. Non è tutto: sorprende anche che il Paese abbia oggi un tasso di omicidi più basso di quello di Belgio, Regno Unito, Danimarca, Francia e vicino, piuttosto, a quello di Svezia e Germania. Insomma, non possiamo interpretare la crescita delle rapine come aumento della violenza nel periodo della crisi”.

Come spiega allora l’aumento negli ultimi anni di furti e rapine?
“Dobbiamo prendere in considerazione l’accessibilità e la remuneratività di questi reati. Usare l’inganno o la forza per appropriarsi dei beni degli altri resta infatti più difficile e meno remunerativo di un tempo. Basti pensare che un colpo su quattro in banca fallisce. Ma la crisi economica ha tagliato il reddito di parte della popolazione e ne ha accresciuto i bisogni. Per alcuni beni, come le auto e gli oggetti custoditi al loro interno, le opportunità sono diminuite così tanto che questi nuovi bisogni non bastano a far aumentare furti e rapine. Ma in altri casi, come borseggi, furti in appartamenti, rapine nella pubblica via, rapine in abitazione, non è così e la loro crescita è ripresa“.

Sorprende che questi reati crescano più nelle regioni del Centro-Nord che al Sud.
“È una tendenza che sorprende, in effetti. Perché si poteva essere indotti a pensare che i reati aumentassero laddove la crisi ha colpito più duramente. E cioè nel Mezzogiorno. Invece i record di crescita si registrano nelle regioni del Nord e del Centro”.

Come spiega questi record di crescita?
“Merito, o meglio colpa, degli immigrati che vivono più frequentemente nell’Italia centro-settentrionale. Dopo il calo degli ultimi anni, infatti, l’incidenza degli stranieri sul totale dei denunciati per rapine e furti è tornata oggi a crescere “.  repubblica.it

A cura dellaRedazione di Prevenzione Rapine e Furti

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Pubblicato il: 5 giugno 2014 alle 10:51 am

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