Furto trasformato in rapina. Sequestrata. E se torna il figlio?

Di furti trasformati in rapina si legge quotidianamente, ma oggi concentrialo l’attenzione sulla vicenda di una signora sessantenne la quale, rientrata a casa nel tardo pomeriggio, ha trovato i predatori all’opera.

CassaforteCosì uno di essi, senza farsi problemi, ha chiusa la malcapitata in lavanderia spiegandole che quella è la normale “procedura” in casi come quelli, quasi per rassicurarla in un quadro di pazzesca “normalità” del crimine, indice della libertà di azione dei delinquenti.

Ma il terrore della vittima derivava dalla paura che il figlio rincasasse trovando all’interno i malfattori, invece ha solo fatto in tempo a liberare la donna.

Da segnalare, però, che il fatto è avvenuto in una casa a schiera nel tardo pomeriggio di un giorno lavorativo… . E’ necessario non abbassare mai la guardia di fronte al rischio furto/rapina, mentre sembrerebbe che, nella circostanza, l’allarme fosse stato disattivato.

Dal sito della Gazzetta di Reggio, riportiamo l’articolo di Andrea Vaccari:

Rapina in villa, fuga con la cassaforte

19 dicembre 2014

BORETTO. Ha trascorso oltre mezz’ora chiusa all’interno del ripostiglio adibito a lavanderia, mentre una banda di malviventi era intenta a smurare la cassaforte di casa. Fortunatamente, i banditi non si sono accaniti contro di lei, ma una volta concluso il loro “lavoro” se ne sono andati con un bel bottino: ciò che era custodito nella cassaforte.

Certo, non dev’essere stata una mezz’ora facile, quella trascorsa dalla donna, la 60enne …, che ha avuto la sfortuna di capitare in casa proprio nel momento in cui i banditi erano all’opera. Era il tardo pomeriggio di mercoledì quando la donna, come ogni giorno, ha fatto rientro a casa dal lavoro, nella villa di via per Poviglio, dove abita con la famiglia. Una volta entrata, si è subito accorta che qualcosa non andava, in quanto c’era una certa confusione.

Nemmeno il tempo di poter realizzare questo pensiero che è stata afferrata per un braccio da un malvivente, che l’ha subito spinta verso la lavanderia. «Rimani qui dentro e non ti succederà nulla. Noi facciamo sempre così», le ha detto l’uomo. Prima di chiuderla nello stanzino, il rapinatore si è fatto consegnare la chiave della cassaforte, per poter agevolare il proprio compito.

A quel punto, per la donna sono trascorsi diversi minuti – fra i 30 e i 40 – durante i quali i tre malviventi hanno armeggiato a lungo con la cassaforte, per la cui smuratura hanno dovuto faticare parecchio, visto lo spessore dei muri tipico delle case di una volta.

Quando hanno concluso il loro “lavoro”, i tre banditi se ne sono andati e hanno lasciato la donna all’interno della lavanderia. E’ stato il figlio, intorno alle 19, a liberare la madre dopo la prigionia forzata. …

«La sua preoccupazione – racconta il figlio – era che io potessi rincasare e che, a quel punto, i malviventi potessero poi prendersela con me. E pensare che ero qui in zona, a poche decine di metri da casa con degli amici, e avrei potuto fare rientro in qualsiasi momento. L’importante è che non sia successo nulla di grave».

…Sul posto, poco dopo la rapina, sono infatti giunti i carabinieri di Boretto e di Guastalla. La donna, nonostante il forte spavento, ieri era già rientrata al lavoro. Ma a causa dello shock non è riuscita a fornire agli investigatori una descrizione precisa dei malviventi.

Sulla dinamica del colpo i carabinieri stanno ancora indagando, ma è molto probabile che i rapinatori abbiano approfittato della mancata attivazione dell’allarme – solitamente funzionante – e poi si siano introdotti nella villa utilizzando una scala che si trovava all’esterno. Con questa, si sono arrampicati e sono entrati dal piano superiore. Una volta terminato il blitz, sono fuggiti dal retro, dove avevano parcheggiato la macchina con cui erano arrivati….

Corsivo di Prevenzione Rapine e Furti

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Pubblicato il: 22 dicembre 2014 alle 6:35 pm

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