Poste e banche pari non sono: ATM col botto ma il risultato è diverso!

A volte noi di PRF concentriamo l’attenzione sui bancomat,  ma di ATM ce ne sono molti anche nella rete di Poste Italiane. Nel caso che vi citiamo, per i predatori non ha fatto differenza raccogliere il denaro dal postamat di un ufficio postale, piuttosto che da una banca.

Così nel padovano, per non fare torto alle poste, probabilmente lo stesso gruppo ha, prima, assaltato un bancomat a Sud della città, per poi distruggere un postamat a Nord del capoluogo patavino.

L’articolo non specifica perchè i Carabinieri ritengano sia probabile si tratti dello stesso gruppo criminale (probabilmente ci sono elementi non rivelati alla stampa), ma se così fosse sarebbe da evidenziare il differente risultato che sarebbe stato ottenuto con una medesima metodica criminale.

Nel primo la banca non avrebbe subito danni troppo rilevanti, nonostante la forza dell’esplosione, ma avrebbe perso l’intero malloppo razziato dai predatori (compresa la cassaforte della banca).

Nel secondo le poste avrebbero subito danni piuttosto gravi (è stata necessaria una verifica tecnica per escludere danni strutturali), ma il macchiatore di banconote, nonchè il principio di incendio conseguenza del botto, hanno distrutto o reso inservibile il denaro.

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Fonte ABI – OSSIF – Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria (novembre 2014)

Difficile valutare, nell’immediato, quale delle due opzioni sia stata la “meno peggio”, però è bene ricordare che nel primo caso il risultato spinge i predatori a ripetere tale comportamento, nel secondo li dissuade.

Non è un caso, forse, che a fronte della indubbia rilevanza del fenomeno degli assalti ai bancomat (siamo in attesa dei dati aggiornati, ma ci sembra che il trend resti lo stesso), quelli alle poste sono in netto calo e, soprattutto, costantemente più bassi, esprimendo un indice di rischio di 6,5 ogni 1000 ATM, rispetto ai 12 sempre ogni mille per le banche (dati Ossif – novembre 2014).

Quali sono le differenze tra i due circuiti, tali da disincentivare l’assalto ai postamat rispetto ai più appetibili bancomat?

E’ un argomento sul quale intendiamo tornare a breve.

Dal sito del quotidiano Il Mattino, riportiamo un articolo sui fatti:

Boati nella notte: fatti saltare bancomat e postamat ai due capi della città

PADOVA. Due tremendi boati ai due capi opposti della città hanno buttato giù dal letto interi quartieri: ad Albignasego, dunque nella zona vicina a Padova sud e alla Guizza, hanno fatto saltare per aria un bancomat; a Mejaniga di Cadoneghe, invece, quindi a ridosso dei quartieri a nord della città, hanno fatto esplodere un postamat.

L’ufficio postale semi-distrutto

Il giornio di Pasqua, dunque, Padova e l’hinterland cittadino si sono svegliati di soprassalto, in piena notte, a suon di esplosioni.

Ad Albignasego,la banda di dinamitardi ha preso di mira la filiale della Popolare di Verona in via Roma: hanno fatto saltare in aria il bancomat e sono riusciti a entrare nell’agenzia forzando le due porte d’ingresso, per poi fare man bassa di tutto il denaro che hanno trovato in giro, compreso quello contenuto nella cassaforte: il forziere ha resistito, ma i banditi se lo sono portati via di peso.
L’esplosione ha provocato danni solo al bancomat e non ha danneggiato le strutture dell’edificio. Il bottino è ancora in via di quantificazione …
E’ andata meno bene ai banditi che hanno colpito dall’altra parte della città, a Mejaniga, adottando però una tecnica così simile a quella del colpo di Albignasego da far sospettare che potrebbe trattarsi della stessa banda.
Un altro boato, avvertito a chilometri di distanza, ha svegliato di soprassalto gli abitanti di Mejaniga e di Pontevigodarzere poco dopo le 3.30. L’esplosione è stata così violenta che ha tirato giù dal letto anche gente dell’Arcella ed è stata avvertita fino a San Bellino.

Obiettivo della banda, lo sportello Postamat dell’ufficio postale di Mejaniga, proprio dietro il municipio del Comune di Cadoneghe.

Ma probabilmente i criminali hanno esagerato con la carica: hanno ottenuto solo il risultato di devastare i locali e di ridurre in frantumi interni e arredi dell’ufficio postale: il forziere non ha resistito, ma il denaro all’interno della cassa era dotato di dispositivi che, in caso di esplosioni, macchiano il contante di vernice blu indelebile, in modo tale che non è più spendibile. Il resto del contante è rimasto bruciacchiato.

Il terribile botto ha infatti innescato anche un principio di incendio: mentre i banditi fuggivano a mani vuote, sul posto sono arrivati i carabinieri e una squadra dei vigili del fuoco di Padova. Anche perché l’entita dei danni provocati all’ufficio postale consigliava una perizia tecnica immediata…

Non sarebbe comunque stato riscontrato alcun problema strutturale…

Corsivo di Prevenzione Rapine e Furti

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Pubblicato il: 6 aprile 2015 alle 11:45 am

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