Twitta, twitta, che ti passa (in carcere)…

Il rapporto tra social network e crimine deve ancora essere indagato come sarebbe giusto, anche se è chiaro che la necessità di apparire sul web dei predatori, spesso, li mette nei guai. Così il figlio di El Chapo» Guzmán, il più famoso narcotrafficante del mondo, non ha saputo astenersi dal twittare una foto sul suo account personale, così da farsi geolocalizzare e ricercare attivamente.

TwitterWeb

Twitter – Immagini sotto Creative Commons CC0

Non è la prima volta che Prevenzione Rapine e Furti se ne occupa (qui e qui alcuni casi). In futuro crediamo che questo diverrà un filone di notizie molto florido.

Dal sito di Vanity Fair, riportiamo un articolo di Paolo Manzo:

Twitta il boss. Quando i latitanti vengono traditi dai social

L’ultimo è stato El Chapo, tradito da un tweet del figlio. Da Cesare Battisti a oggi, gli «errori tecnologici» che hanno portato alla cattura dei ricercati

…  lunedì scorso Joaquín «El Chapo» Guzmán – il narcotrafficante più ricercato al mondo dopo una spettacolare fuga lo scorso 11 luglio da un supercarcere messicano – avrebbe strozzato il suo «Alfredito» con le proprie mani.
Già perché … Ha divulgato sul suo account di Twitter … un’immagine con lui al fianco del «Chapo» senza togliere dal suo smartphone la localizzazione geografica.

Il risultato, ovvio, è che pochi minuti dopo tutti gli inquirenti che stanno dando la caccia a suo padre – dalla Dea alla Cia passando per i servizi antidroga di mezzo mondo – sapevano che lo scorso 31 agosto il narcotrafficante che controlla un terzo della cocaina colombiana, gode di protezioni eccellenti e con il suo Cartello di Sinaloa è di casa tra Honduras, Guatemala e Messico si trovava nella pacifica ed insospettabile Costarica, dove ora si stanno concentrando le ricerche di Interpol & co.

La tecnologia spesso gioca brutti scherzi ai delinquenti. Non a caso i boss di Cosa Nostra, a cominciare da Provenzano e Riina, per comunicare con i loro sottoposti usavano foglietti di carta rigorosamente scritti a mano noti ai più come «pizzini».

Corsivo di Prevenzione Rapine e Furti

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Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 8:55 pm

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